La Black Pearl

La Black Pearl si presenta come un ammasso informe di ferraglia costituita dalla fusione di diverse astronavi. La nave viene amministrata da un gruppo di uomini che si autodefiniscono i pirati di David Jones: un’accozzaglia di criminali, disperati e reietti. All’interno della nave trova posto il mercato nero, le bische e i bordelli e vari laboratori.

La nave del gruppo si avvicina allo space hulk e attracca ad un’uscita di emergenza opportunamente modificata. Dentro la forza di gravità è minima, frutto dell’irregolare rotazione. Gli stretti corridoi sono fiocamente illuminati da neon, sporchi, puzzolenti e ingombri di rifiuti.

Il “Black Market” ha luogo nei corridoi e nelle cuccette della nave, viene gestito da rifugiati di tutte le etnie. Il gruppo avanza tra mercanti di armi, di organi, droga e schiavi cercando informazioni sul misterioso compratore. Dopo un paio d’oreuna voce metallica annuncia l’inizio dell’asta che si tiene nel server principale della nave, tutti sono invitati; l’oggetto che verrà venduto viene descritto come una non meglio precisata arma. Kaidan si collega al server e comincia a dare battaglia agli altri compratori. I più ostici si rivelano gli “indipendenti di Calipso” che rilanciano per due ore filate, salvo poi cedere superata la soglia di 15.600 crediti.

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L’intermediario

– …Quindi secondo le informazioni nella documentazione di bordo, il “pacco” è stato spedito da Giove, e avrebbe dovuto arrivare alla Militech. Ora, dato che non possiamo metterci contro una Hypercorp e il mittente è irrintracciabile, voi dovreste prendere contatto con l’intermediario. Un certo Caius che terrà un’asta nella Black Pearl tra due giorni. Tutto chiaro Tesoro? –
– Chiaro! – dice Andromeda continuando a mescolare reagenti – la domanda è: quanto ci pagherai stavolta? –
– Ma Barbara Tesoro, voi dovrete solo prendere contatto con lui, vi fornirò i fondi necessari a raggiungerlo e non dovrete spendere neanche un centesimo; una scampagnata!! – dice Janine sorseggiando un martini
– Questa frasse l’ho già sentita. Un lavuero de tuto riposo aveva detto, e poi è scopiato el inferno –
– Un inferno Tesoro? Mi sembra che ve la siate cavati discretamente mia dolce marmottina – dice Janine accarezzando la testa di Mega
– Danni al computer principale della nave, 6 granate, 7 caricatori di cui uno perforante, tre costole rotte, una ferita da arma da fuoco alla spalla e un graffio sulla mia armatura. Senza contare l’ingrato compito di sbarazzarsi di 7 cadaveri, un cyborg e pilotare l’astronave cargo fino allo spazioporto – dice Kaidan contando con le dita – Mi sembra che abbiamo un concetto diverso di “tutto riposo”. –
– Questo è indubbio Tesoro, ma vi ripeto: dovete andare a parlare con un mercante su un’ astronave pirata. Quindi niente combattimenti, granate o cyborg pronti ad uccidervi; se il mercante cercherà di vendere qualche tecnologia, che ritenete pericolosa, chiamatemi e vi fornirò i fondi per vincere l’asta, Obiezioni? – dice Janine
– Por la verdad io… – inizia Mega
– Ottimo! ci sentiamo dopo. Ciao cari – dice Janine chiudendo la comunicazione

Lo scomodo pacco

Janine entra nella nave con una void suite semitrasparente che lascia intravedere uno stringato tanga rosa confetto e due fiorellini sul seno; in mano regge un bicchierone di caffè. Al suo fianco la guardia del corpo armata con un fucile d’assalto e una armatura in Kevlar.

– Buon giorno Tesoro! – dice Janine a passando un fazzoletto sopra le macchie di sangue sulle pareti – Potete spiegarmi perché sono dovuta venire fino a…come lo chiamate voi questo? salotto? boudoir? –
– STIVA!! – dice Andromeda sputando sangue – È la stiva della nave che ci hai mandato a recuperare!! –
– Affascinante. non credevo dovesse essere tanto sudicia e demodè. Comunque Tesoro…Giulia vero? Ti consiglio di limitare i tuoi exploit se non vuoi costringere i tuoi amichetti a reimpiantarti. –
– Il mio nome è Andromeda! AN-DRO-ME-DA! quante volte te lo devo ripetere? Comunque non ti abbiamo chiesto noi di venire qui! – risponde macchiando il pavimento con altro sangue
– Non direttamente Francine, ma l’unica cosa che ho capito, dal vostro…confusionario rapporto, è che era necessaria la presenza di qualcuno in grado di gestire la situazione con lucidità. – dice Janine avvicinandosi alla criobara, – posso sapere che cosa ne è stato della…cosa? –
– L’abiamo crevelata de proietili finchè no es stata piu funsionante – dice Mega trascinando il corpo fuori dall’ascensore.
Tesoro, sono sicura che le tue capacità informatiche sono indiscutibilmente avanzate per una lontra, ma speravo in un’analisi più approfondita – sospira Janine scuotendo la testa
– Lui è una volpe, comunque ho lanciato una scansione e attualmente tutti i suoi sistemi risultano offline. Le domande ora sono. cosa vuoi farne? a quanto ammonta il nostro extra? e possiamo tenerci i braccialetti? – dice Kaidan staccando i braccialetti dai polsi del cyborg.
– Braccialetti? Tesoro perchè mai dovrei essere interessata a della bigiotteria? – dice Janine chinandosi sul corpo. Mentre esamina il cadavere Jannine nota i segni bluastri sulla carne dei polsi e sbianca visibilmente.
– Interessante. Questi braccialetti sono proprio carini si adattano al mio vestito di Pierre Fardin. – dice Janine prendendone uno dalle mani di Kaidan
– Niente bigiotteria per te Tesoro! non ti preoccupare li terremo noi, non vorremo mai che ti facessi una brutta nomea mostrandoti in pubblico con oggetti così poco di classe – dice Andromeda con un sorriso sornione riprendendosi il braccialetto
– Oh Dolcezza come sei premurosa! Non ti preoccupare li userò solo per eventi selezionati. –
– Possiamo darteli solo se ci spieghi cosa sono, da dove arrivano, e come facciamo a procurarcene altri, e non inventare scuse! Abbiamo capito che li hai riconosciuti! – dice Kaidan frapponendosi tra lei e Andromeda
Tesoro sono solo una povera dirigente di hypercorp. cosa vuoi che ne sappia io. – dice Janine sbattendo vistosamente le ciglia e allungando una mano.
Kaidan come risposta incrocia le braccia e la fissa.
– Va bene! – sospira dopo cinque secondi – Teneteveli! i cadaveri potete scaricarli verso il sole, e riportate la nave nel porto di Marte. Lì vi aspetterà la vostra ricompensa –

Gli strani braccialetti

Le porte dell’ascensore si aprono mentre la cyborg sta incidendo la nuca di Andromeda, quando sente il rumore si gira sbuffando e riceve due scariche di proiettili in pieno petto. Con velocità sovrumana afferra la sbarra di metallo e si lancia verso Kaidan, colpendolo ripetutamente e inondando la sala di scintille. Mega cambia caricatore inserendo proiettili esplosivi, poi crivella il fianco del cyborg mandandola a tappeto.
– Todo Bien? – chide Mega
– Per fortuna avevo la battle suit! La potenza muscolare e la velocità di questa…cosa ci avrebbero mandato all’altro mondo – risponde Kaidan controllando i graffi sulla sua armatura.
– La chica ha le costole rotte, ma por il resto siembra a posto – dice Mega chinandosi su Andromeda – cossa ne faciamo della nina? No es umana, che sia un Titan? –
– Prima chiamo Janine! Ci meritiamo un fottuto extra! Poi esaminiamo il corpo. Non può essere un Titan ci avrebbe fritto il cervello ancor prima prima di dire fanculo! –

Kaidan esegue una scansione del cyborg, notando due bracciali e due cavigliere arancione acceso.
– Il corpo non ha grosse sorprese anche se devo ammettere che chiunque l’abbia progettata è un genio. L’unica cosa che non mi torna sono i bracciali, non capisco cosa siano e a cosa servano. Dovrei smontarli e analizzarli in laboratorio – Dice rivolto a Mega
– Hey! Ho visto qualcossa de simile sulla cryobara giù nella stiva. Sembrava una colana rotta –
– La cryobara? La stavano trasportando come un pacco! –
– E questi poveri disgrassiati? que possiamo fare? –
– Niente! La loro pila corticale è stata manomessa e il loro cervello è collegato al computer principale. Sono inutili, scarica i corpi nello spazio e lasciamo la bambina coi suoi braccialetti, per ora! –

La bambina indifesa

Mega scende le scale che portano nella stiva, arrivato davanti ad una porta chiusa la apre con un calcio e viene salutato da una raffica di proiettili.
– Non sprate siamo amici! – urla Andromeda riparandosi vicino alla parete, la frase viene accolta da un’altra scarica che distrugge la porta semi aperta.
Mega estrae due granate dalla cintura con un sorriso maligno – Aora que hai finito le tratative posso procedere con el mio solito metodo? –
– Fai attenzione a non sfondare le paratie della nave! – dice Kaidan
– Tu me ofendi amigo! Io non soi un pazzo dinamitardo! Soi calcolare con esatezza la potensa dei miei juguetes! – dice Mega strappando le spolette con i denti. La detonazione distrugge svariate casse di merce e uccide sul colpu due uomini che tenevano sotto tiro l’ingresso. Il resto della stiva è ingombro di casse, cavi che confluiscono al piano inferiore e da una bara criogenica aperta. Due mercenari riparati dietro il carico, verso il fondo della stanza, difendono l’ascensore che porta alla sala server e riempiono di proiettili Mega e Kaidan non appena irrompono. Kaidan risponde con il suo fucile d’assalto, ma viene ferito ad una gamba e alla spalla. Mega, grazie alla sua bassa statura, evita due raffiche gettandosi dietro una cassa di cibo e scaglia un’altra granata, mentre Andromeda fornisce copertura dalla porta.
La granata dilania il mercenario sulla destra, mentre il suo compagno piazza una due colpi sulla spalla di Andromeda.
– Muere mierda! – urla Mega sparando all’ultimo mercenario con 2 pistole. L’ uomo crolla all’indietro con il petto squarciato, sparando proiettili a caso.
– Estate todo Bien? – chiede Mega
– Piu o meno! Chi erano questi stronzi? – dice Kaidan
– Vaffanculo! non sono abbastanza fatta per farmi fottere da uno come te! – urla Andromeda infierendo sul primo cadavere
– Bona chica! Esta muerto oramai! Kaidan controla chi erano questi delincuentes, io controlo cossa hano lasiato. –

Mentre Kaidan fruga i cadaveri in cerca di indizi e identità, Mega controlla il carico e Andromeda si avvicina all’ascensore.
– Mentre voi baldi uomini controllate qui io faccio un salto di sopra – dice premendo il tasto di apertura delle porte
– Que fai? no sapiamo cosa ci è sopra! –
– È solo un hacker, so cavarmela! – risponde Andromeda ricaricando la pistola

La sala computer è ingombra di cavi che partono dal rack e si infilano nella testa di 4 cadaveri. Dietro seduta con le gambe incrociate una bambina con capelli biondi scarmigliati, metà della faccia cibernetica come il braccio sinistro e la gamba destra. Ai polsi e sulle caviglie indossa dei bracciali arancioni, con luci rosse lampeggianti. La bambina rivolge il suo sguardo verso Andromeda – Sto cercando la mia mamma! – dice con la sua voce metallica – Sei tu la mia mamma?
– Tesoro se vieni con me la cerchiamo assieme! – dice Andromeda
Mi dispiace! Necessito del tuo cervello per aumentare la potenza della CPU – dice alzandosi e brandendo una sbarra di plastacciaio – Ti prego di non reagire! Devo trovare la mia mamma!
Andromeda estrae la pistola ed apre il fuoco, ma la bambina è più veloce: schiva i proiettili e sferra tre colpi allo stomaco di Andromeda, che cade svenuta. La cyborg la afferra per i capelli e la trascina verso il server.
Ora non ti muovere! Devo solo bypassare il tuo midollo spinale. Non fara tanto male. Promesso – dice la bambina.

Una calda accoglienza

L’interno della nave è silenzioso, tracce di sangue e buchi di proiettile decorano il corridoio principale. Mega avanza con l’arma spianata, mentre Kaidan si ferma per fare una scansione.
– Allora? “Hacker migliore di tutta Marte” Dove sono finiti tutti? – chiede Andromeda
– Le scialuppe di salvataggio sono ancora agganciate e il supporto vitale funziona, ma c’è una cosa strana: non riesco ad entrare nel computer di bordo – dice Kaidan togliendosi la void suite
– Forse porque està un computer de nuova generasione? Comunque pecato, me sono portato le granate por nada – dice Mega togliendosi il casco
– Fossi in te me le terrei a portata di mano – dice Andromeda – se nessuno e fuggito vuol dire che almeno uno di loro è ancora qui, vivo –
– Io no me fido de questo silensio, forse è un’imboscata – dice Mega
– Sei troppo paranoico, magari sono stati i pirati! Fai strada io vi copro le spalle! – dice Kaidan

Il corridoio che da sul ponte di comando è sottosopra, con vestiti, pezzi di computer e cavi. Quattro porte laterali sono state forzate e le cabine sono state rivoltate da cima a fondo, ma nessuna traccia di cadaveri. Mentre Andromeda e Mega controllano le stanze, Kaidan accede al ponte di comando e si collega al computer di bordo.

– Kaidan? Mega? Trovato niente? Io solo qualche antistaminico e un paio di aspirine. Che pena!-
– Io no ho trovato armi! come se puede difendere una nave sensa armi? –
– C’è un programma strano che sta girando sul computer di bordo, facciamo attenzione. Abbiamo a che fare con un hacker e potrebbe disattivare il supporto vitale da un momento all’altro –
– E ahora? cosa proponi di fare? –
– Ma se è un’ hacker dov’è? Qui è deserto! E questa nave ospitava almeno 4 uomini! –
– La sala computer è nella stiva, vicino ai motori, dobbiamo scendere e fermarlo! Non uccidetelo se potete! –

La nave cargo

– Allarme! Svegliatevi subito! C’è una trasmissione dati anomala! – annuncia Kaidan nella Mesh
– Porque te preoccupi cossì por una trasmisione? Siamo in teritorio de nesuno, forse que qualche pirata che sta combinando qualche cossa – risponde irritato Mega dalla sua cabina
– Magari Fosse così! Qualcosa ha hackerato il nostro computer di bordo! Non riesco a riprendere il controllo della nave! – grida Kaidan sporgendosi nel corridoio
– Forse non sei così bravo come volevi farci credere. lo sapevo! Vatti a fidare degli uomini! Sempre pronti a esagerare. – dice Andromeda infilando una serie di boccette e reagenti in una valigetta
– Sono il migliore Netrunner di tutta Marte drogata svampita! Qualsiasi cosa abbia attaccato i nostri sistemi ha una potenza di calcolo inumana! Infilatevi una void suite e raggiungete l’uscita prima che vengano disattivati i sistemi di supporto vitale –
– E dove voresti andare loco? Saimo a dos horas dal planeta! –
– Fuori! – urla Kaidan infilandosi il casco – l’astronave da cui proviene la trasmissione è a solo quindici km da noi. –
– Hai toccato le pastiglie viola che avevo lasciato sul tavolo? – chiede Andromeda, mentre prova tute di vari colori – Sapevo che dovevo metterle al sicuro! –
– 15 Km sono una bazzecola nello spazio. Basta calcolare esattamente la traiettoria, poi forziamo il portellone e siamo arrivati! Mega l’esplosivo! Andromeda, manda una messaggio a Janine: dille che se non ritorniamo ci deve un nuovo corpo. .Adesso vestitevi, non so quanta aria ci rimanga –

Kaidan accompagna i suoi compagni sulla parete esterna dell’astronave, cercando il punto migliore per saltare. A quindici Km tre astronavi agganciate fluttuano alla deriva.
– Agganciamoci con un cavo metallico, se almeno uno dei tre riesce ad afferrare qualcosa trascina tutti al sicuro, intesi – dice Kaidan tramite radio
– Por fortuna que ho anche il rampino. No me fido de la vostra mira – dice Mega estraendolo da una tasca
– Volete sul serio saltare? – dice Andromeda fissando il vuoto inorridita – Non sono abbastanza fatta per questo!! –
Mega spicca un salto interrompendo Andromeda, seguito da Kaidan. I tre fluttuano nello spazio per 10 minuti, poi Mega lancia il suo rampino che si aggancia ad un’antenna di trasmissione della nave cargo dopo soli 3 tentativi.
– Bueno! Compagneros Preparatevi al arembagio! –